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MANI IN PASTA!

 

La classe ID racconta il Laboratorio sul Pane tra etimologia, storia e poesia


 Quest’anno in classe nelle ore di Italiano abbiamo fatto un Laboratorio dedicato al pane. L’attività si legava al testo regolativo, che è un tipo di testo che contiene – come dice la parola – delle regole, delle istruzioni o dei consigli, come le regole di un gioco o, appunto, una ricetta, proprio come quella del pane. Approfondendo l’argomento, la prima cosa imparata è stata l’etimologia: la parola pane deriva dal latino “panis” e la radice, -pa, deriva dall’indoeuropeo, una grande famiglia linguistica, e significa  “proteggere, nutrire”. Abbiamo anche scoperto che una parola che a prima vista non sembrerebbe derivare da “pane” è “compagno”, cioè “cum panis”, che significa “colui che divide il pane con un altro”. Questo ci ha fatto capire  che all’idea del pane si legano anche quelle della condivisione e dell’amicizia.

E’ stato interessante anche conoscere la storia del pane. Già dall’antichità gli uomini, nel Neolitico, avevano imparato a coltivare il grano, a schiacciare i chicchi tra le pietre per fare la farina e a creare una specie di impasto fatto proprio di farina e acqua. Gli antichi Egizi scoprirono per caso il processo della lievitazione, lasciando per sbaglio un pezzo di impasto di acqua e farina all’aria. Questo processo della lievitazione è stato tramandato fino a noi. E poi a Roma il pane diventò un cibo fondamentale: ci furono i primi panifici pubblici e i fornai erano considerati cittadini molto importanti.

La nostra insegnante ci ha anche proposto due letture dedicate al pane e un’attività di riflessione sul loro contenuto.                         


                                       La prima è una filastrocca di Gianni Rodari che s’intitola “Il panettiere”, che ci ha fatto capire che il pane è un bene importante, che dovrebbe essere disponibile per tutti, nessuno escluso.

La seconda è “Ode al pane” del poeta cileno Pablo Neruda che dice che il pane è il frutto è del lavoro di molte persone perché qualcuno ha seminato e poi l’ha fatto e per questo è ancora più importante e prezioso.

Nell’ultima fase del Laboratorio l’insegnante ci ha fornito la ricetta del pane con gli ingredienti e il procedimento, cioè tutte le azioni da svolgere in ordine cronologico, dall’impasto alla lievitazione fino alla cottura nel forno. Quest’ultima fase è stata molto divertente: alcuni di noi si sono incontrati in una casa per fare il pane insieme, altri l’hanno fatto con i propri genitori. E poi tutti lo abbiamo portato a scuola con grande soddisfazione!

 Gli alunni della ID

 Fare per imparare

Non finirò mai di meravigliarmi dello stupore dei miei alunni, della magia che può prendere vita nei loro sguardi e delle scintille di gioia che sanno portare con sé e donare agli altri. Ed è stato così, anche questa volta. Quando ho annunciato che avremmo fatto un Laboratorio sul pane sono rimasti basiti - qualcuno di loro stentava a crederci - ma ben presto la sorpresa iniziale ha lasciato il posto all’entusiasmo, alla voglia di provare, alla curiosità. Sono stati molto attenti durante la parte più teorica del Laboratorio, bramosi di scoprire i contenuti di una quanto mai inconsueta lezione sul pane, le riflessioni e le attività da fare. Ed erano elettrizzati quando ho consegnato una copia della ricetta, quella che utilizzo io abitualmente, e ho chiesto a tutti – con l’approvazione e la collaborazione dei genitori ovviamente – di provare a fare il pane a casa.

Il risultato? Sorprendente! Dopo qualche giorno, hanno portato a scuola e tirato fuori all’ora di merenda il pane fatto da loro: pagnotte, sfilatini, fette di pane, persino un tipo di pane ai cereali a forma di ciambella. Tutto rigorosamente fatto con le loro mani, seguendo con diligenza le indicazioni contenute nella ricetta e attendendo con pazienza i tempi necessari alla lievitazione. Ma soprattutto hanno portato la loro soddisfazione, il loro entusiasmo, la gioia di poter dire “L’ho fatto io!” o “Prof, vuole assaggiare una fetta?”.

Uno dei momenti più festosi è sicuramente stato quando la collega di sostegno ha tirato fuori dalla borsa, come farebbe un mago con un coniglio dal proprio cilindro, un barattolo di nutella. Ed è rimasto così, con grande gioia di tutti, il ricordo di una merenda speciale, a base proprio di pane e nutella. Ma soprattutto, quello che si è impresso nella mente dei ragazzi della ID e che credo non si potrà più cancellare è l’aver fatto il pane. Il fare. Fare per imparare. Fare per conoscere. Fare per comprendere quanto siano illimitate le nostre capacità. O, più semplicemente, fare per scoprire che si può fare. 

Prof.ssa Laura Marotti

 




Pubblichiamo di seguito alcuni commenti degli alunni della ID sul Laboratorio sul pane.

Mi è piaciuto molto diventare “panettiera” per un giorno! Ho sentito l’olio unto e scivoloso sulle mie mani, la morbidezza dell’impasto soffice, il profumo del pane appena sfornato. L’ho fatto con mio padre, mi sono sentita molto bene e rilassata.

Linda  

Impastando il pane mi sono divertito e anche appiccicato le dita. Era bello vederlo lievitare e cuocersi.

(Vi svelo un piccolo segreto: ci ho aggiunto un cucchiaino di sale e di olio in più!)

Bogdan 

Mi sono divertita a fare il pane anche se ci vuole tanto tempo per farlo lievitare. Alla fine però, quando era pronto, ero soddisfatta. Era molto buono, soprattutto con la nutella sopra.

Gioia B.

Fare il pane è stata un’esperienza nuova. Mi sono sentito rilassato, soprattutto quando dovevo impastare, e mi sono anche divertito. A casa ci abbiamo fatto le bruschette e lo abbiamo finito in poco tempo.

Cristian

Questa esperienza è stata unica, mai fatta in vita mia!

Emma

La professoressa ci ha fatto fare qualcosa di molto utile per la nostra mente e il nostro benessere. Ha insistito sull’etimologia della parola pane perché è essenziale comprendere da dove vengono le parole che usiamo.

Giorgia C.

E’ stata un’esperienza particolare e molto divertente. Ho provato delle sensazioni molto belle. Mi sono divertito soprattutto nel mangiare pane e nutella.

Pietro

Di seguito alcune foto scattate a casa dagli alunni durante la preparazione del pane.








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