La classe ID racconta il Laboratorio
sul Pane tra etimologia, storia e poesia
E’ stato interessante anche conoscere la storia del pane. Già dall’antichità gli uomini, nel Neolitico, avevano imparato a coltivare il grano, a schiacciare i chicchi tra le pietre per fare la farina e a creare una specie di impasto fatto proprio di farina e acqua. Gli antichi Egizi scoprirono per caso il processo della lievitazione, lasciando per sbaglio un pezzo di impasto di acqua e farina all’aria. Questo processo della lievitazione è stato tramandato fino a noi. E poi a Roma il pane diventò un cibo fondamentale: ci furono i primi panifici pubblici e i fornai erano considerati cittadini molto importanti.
La nostra insegnante ci ha anche proposto due letture dedicate al pane e un’attività di riflessione sul loro contenuto.
La prima è una filastrocca di Gianni Rodari che s’intitola “Il panettiere”, che ci ha fatto capire che il pane è un bene importante, che dovrebbe essere disponibile per tutti, nessuno escluso.
La seconda è “Ode al pane” del poeta cileno Pablo Neruda che dice che il pane è il frutto è del lavoro di molte persone perché qualcuno ha seminato e poi l’ha fatto e per questo è ancora più importante e prezioso.
Nell’ultima
fase del Laboratorio l’insegnante ci ha fornito la ricetta del pane con
gli ingredienti e il procedimento, cioè tutte le azioni da
svolgere in ordine cronologico, dall’impasto alla lievitazione fino alla
cottura nel forno. Quest’ultima fase è stata molto divertente: alcuni di noi si
sono incontrati in una casa per fare il pane insieme, altri l’hanno fatto con i
propri genitori. E poi tutti lo abbiamo portato a scuola con grande
soddisfazione!
Non
finirò mai di meravigliarmi dello stupore dei miei alunni, della magia che può
prendere vita nei loro sguardi e delle scintille di gioia che sanno portare con
sé e donare agli altri. Ed è stato così, anche questa volta. Quando ho
annunciato che avremmo fatto un Laboratorio sul pane sono rimasti basiti -
qualcuno di loro stentava a crederci - ma ben presto la sorpresa iniziale ha
lasciato il posto all’entusiasmo, alla voglia di provare, alla curiosità. Sono
stati molto attenti durante la parte più teorica del Laboratorio, bramosi di
scoprire i contenuti di una quanto mai inconsueta lezione sul pane, le
riflessioni e le attività da fare. Ed erano elettrizzati quando ho consegnato
una copia della ricetta, quella che utilizzo io abitualmente, e ho chiesto a
tutti – con l’approvazione e la collaborazione dei genitori ovviamente – di
provare a fare il pane a casa.
Il
risultato? Sorprendente! Dopo qualche giorno, hanno portato a scuola e tirato
fuori all’ora di merenda il pane fatto da loro: pagnotte, sfilatini, fette di
pane, persino un tipo di pane ai cereali a forma di ciambella. Tutto
rigorosamente fatto con le loro mani, seguendo con diligenza le indicazioni
contenute nella ricetta e attendendo con pazienza i tempi necessari alla
lievitazione. Ma soprattutto hanno portato la loro soddisfazione, il loro
entusiasmo, la gioia di poter dire “L’ho fatto io!” o “Prof, vuole assaggiare
una fetta?”.
Uno
dei momenti più festosi è sicuramente stato quando la collega di sostegno ha
tirato fuori dalla borsa, come farebbe un mago con un coniglio dal proprio
cilindro, un barattolo di nutella. Ed è rimasto così, con grande gioia di
tutti, il ricordo di una merenda speciale, a base proprio di pane e nutella. Ma
soprattutto, quello che si è impresso nella mente dei ragazzi della ID e che
credo non si potrà più cancellare è l’aver fatto il pane. Il fare. Fare per
imparare. Fare per conoscere. Fare per comprendere quanto siano illimitate le
nostre capacità. O, più semplicemente, fare per scoprire che si può fare.
Prof.ssa Laura Marotti
Pubblichiamo di seguito alcuni commenti degli alunni della ID sul Laboratorio sul pane.
Mi
è piaciuto molto diventare “panettiera” per un giorno! Ho sentito l’olio unto e
scivoloso sulle mie mani, la morbidezza dell’impasto soffice, il profumo del
pane appena sfornato. L’ho fatto con mio padre, mi sono sentita molto bene e
rilassata.
Linda
Impastando
il pane mi sono divertito e anche appiccicato le dita. Era bello vederlo
lievitare e cuocersi.
(Vi
svelo un piccolo segreto: ci ho aggiunto un cucchiaino di sale e di olio in
più!)
Bogdan
Mi
sono divertita a fare il pane anche se ci vuole tanto tempo per farlo
lievitare. Alla fine però, quando era pronto, ero soddisfatta. Era molto buono,
soprattutto con la nutella sopra.
Gioia B.
Fare
il pane è stata un’esperienza nuova. Mi sono sentito rilassato, soprattutto
quando dovevo impastare, e mi sono anche divertito. A casa ci abbiamo fatto le
bruschette e lo abbiamo finito in poco tempo.
Cristian
Questa
esperienza è stata unica, mai fatta in vita mia!
Emma
La
professoressa ci ha fatto fare qualcosa di molto utile per la nostra mente e il
nostro benessere. Ha insistito sull’etimologia della parola pane perché è
essenziale comprendere da dove vengono le parole che usiamo.
Giorgia C.
E’
stata un’esperienza particolare e molto divertente. Ho provato delle sensazioni
molto belle. Mi sono divertito soprattutto nel mangiare pane e nutella.
Pietro
Di seguito alcune foto scattate a casa dagli alunni durante la
preparazione del pane.







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